Musicista e liutaio: due mestieri di generazione in generazione

E’ questo il titolo dell’ultimo degli Incontri di Primavera con la Scuola Comunale di musica di Massa, che si svolgerà domenica 21 maggio nella saletta di Villa Rinchiostra alle ore 18 con ingresso libero.

Protagonista la chitarra classica sia nell’aspetto della liuteria che del repertorio, con il noto Maestro liutaio italiano Andrea Tacchi e il figlio Giovanni Tacchi che illustreranno le tecniche di costruzione dello strumento; in apertura e chiusura della loro conferenza si terrà un breve concerto del Duo Masini-Costantino che suonano proprio due chitarre di Tacchi, ed anche dei giovani chitarristi  Alessandra Lucchetti e Nicola Bertozzi loro allievi della Scuola comunale di musica cittadina.

Andrea Tacchi, nasce a Firenze nel 1956 , la sua famiglia ha lontane e profonde radici nell’artigianato fiorentino, oreficeria ed intaglio del legno per cornici e statue. Fin da piccolo si appassiona a lavorare con le mani,a provare a costruire qualunque tipo di cosa e ad apprendere nuove tecniche appena gli si presenta l’occasione. Costruisce la sua prima chitarra a 15 anni, uno strumento totalmente di fantasia per il metodo utilizzato che poco ha a che vedere con la realtà.

Compie gli studi di Geometra, nel 1975 , si iscrive e frequenta il biennio di Ingegneria meccanica; questo giovanile indirizzo analitico e razionalista fatto di disegno, matematica e scienza delle costruzioni, unito alla tradizione ed all’assiduo ascolto di tutti i tipi di musica plasmerà profondamente il suo modo di costruire gli strumenti. Ha già fatto sei incerti strumenti, quando conosce il suo primo Maestro, Ricardo Brané, un esule argentino lontano dalla sua patria per motivi politici che lavora in Chianti. L’insegnamento di Brané, che ha frequentato il MIT di Boston e si é laureato architetto e che, dopo aver costruito diverse chitarre sta studiando e realizzando liuti in perfetto stile rinascimentale e barocco, rafforza ancor di più in Tacchi l’idea che la concezione analitica , l’ ascolto e la valutazione severa del proprio prodotto finito , unita alla conoscenza degli strumenti ed al rispetto delle metodologie costruttive del passato siano per lui la chiave per progredire. Smette gli studi universitari per dedicarsi “anima e corpo” alla liuteria.

Comincia a viaggiare per conoscere; nel 1980 fa un primo viaggio a Parigi dove incontra i Maestri Robert Bouchet e Daniel Friederich. Nel 1982 negli USA incontra il Maestro Bob Mattingly un liutaio californiano allora molto in voga nella rivoluzionaria Berkley ed altri costruttori della costa ovest statunitense. Nello stesso anno si reca in Spagna dove incontra tutti i maggiori guitarreros dell’epoca tra cui i fratelli Fleta, Paolino Bernabè e José Ramirez terzo mostrando loro la propria chitarra in cerca di consigli. Lo stesso farà due volte con José Romanillos nella sua casa inglese.Alcuni di loro, dirà con riconoscenza lo trattano come un figlio, il principale insegnamento che gli verrà dato sarà quello di lavorare molto e comperare sempre tanto legno di grande qualità. Dall’anziano Maestro Bouchet, già pittore ed insegnante di belle arti, apprende la cosa più sottile, concepire la chitarra come un quadro, come un fatto artistico che trascenda l’oggetto materiale per farne un mezzo per la comunicazione dell’arte ed un espressione di se stessi.

Nel 1985 si attesta fra i primi ad un importante concorso internazionale francese, comincia sempre più a lavorare con giovani strumentisti di alto livello. Dal 1987 in poi costruisce e sviluppa un proprio Modello, “Coclea”. Dal 1995 inizia a realizzare repliche di Bouchet, dal 1999 pure di Garcia e Simplicio. Nel 1997 alle tradizionali Coclea in cedro ed abete, aggiunge il modello Thucea con entrambi i legni presenti nella tavola .Termina nello stesso anno una complessa intervista duratane ben quattro al Maestro Daniel Friederich. Nel 1998 intervista a Tokyo il Maestro Masaru Kohno, che già gravemente ammalato gli lascia una toccante testimonianza della nobiltà insita nel lavoro della costruzione degli strumenti musicali.

Giovanni Tacchi fino da piccolo viene introdotto seriamente dal padre nel laboratorio assistendo in prima persona, quando possibile, al lavoro. All’interno del Liceo Artistico di Porta Romana di Firenze ha modo di venire a contatto con l’arte dell’oreficeria, dalla quale grazie a dei validi maestri apprende tecniche nuove rispetto a quelle tradizionalmente usate nel lavoro della liuteria, inoltre grazie alla materia dello “sbalzo e cesello” apprende anche una parte di conoscenze di scultura del bassorilievo. Durante gli ultimi due anni di liceo analizza e mette a punto una linea di occhiali artigianali interamente decorati a mano fatti in legno e realizzati sfruttando tecniche provenienti sia dalla liuteria che dall’oreficeria, riuscendo così a trovare un punto di contatto fra le due arti. A seguito del conseguimento del diploma si iscrive alla Scuola di Arte Sacra di Firenze, un’esperienza che gli da la possibilità di accrescere le proprie competenze nel campo della scultura, del disegno,della pittura anatomica dal vero, ebanisteria e progettazione di spazi e di oggetti da arredamento. Durante questo ultimo periodo di studi costruisce anche la sua prima chitarra, una Coclea in abete firmata sia dal padre che dal figlio, a testimoniare una supervisione ancora presente da parte del padre. Nell’anno successivo, insieme alla costruzione di un violino effettuata tramite le indicazioni del liutaio di violini Claudio Arezio, costruisce la sua seconda chitarra: uno studio di un modello del Maestro Francese Daniel Friederich.

musicista e liutaio

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